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Rassegna Note di Scena - Filmstudio 90
Cinema Teatro Nuovo, Viale dei Mille 39, Varese
Venerdì 16 aprile 2010 , ore 21.00
Teatro Blu
Tango di periferia - Il ballo degli immorali

Spettacolo di teatro tango
Next - Oltre il Palcoscenico - promosso dalla regione Lombardia
Attori: Silvia Priori, Roberto Carlos Gerbolès
Ballerini: Angela Quacquarella e Mauro Rossi
Cantante: Francesca Galante
Musicisti: Ciro Radice, Marco Corsini, Virgilio Monti, Norberto Cutillo
Direzione musicale e arrangiamenti: Ciro Radice
testo e regia di Silvia Priori e Roberto Carlos Gerbolès
Il tango è l' espressione di un sentimento nostalgico di una terra lontana, di un amore mancato, di un passato che non tornerà piu'. Vuole esser un viaggio attraverso le diverse evoluzioni del tango miscelando atmosfere legate ai luoghi e le situazioni in cui si è divulgato: dal porto de La Boca , ai cortili dei quartieri di Buenos Aires, dai bordelli, alle Milonghe di periferia. Che cosa è il tango? E' la sorpresa! E' lo stesso ballerino che si sorprende, è la creazione, l'improvvisazione, l'inaspettato, il sensuale e le emozioni che partono dai corpi. Purtroppo non si sa molto di come sia nato il tango, sembra apparire all'improvviso. Immaginate, verso la fine dell'Ottocento, sbarcare nei porti sudamericani del Rio de la Plata folle di immigrati di varia nazionalità. Famiglie numerose fuggivano dalla fame e dalla guerra con la speranza di trovare una nuova vita nella "Terra d'Argento", l'Argentina. Ma presto furono disillusi. Famiglie di Italiani, Francesi, Ungheresi, Ebrei e Slavi, a cui presto si unirono schiavi liberati e Argentini della seconda e terza generazione, provenienti dalle pampas, convivevano in squallidi appartamenti in quartieri costruiti dal nulla, creando una miscela unica di tradizioni etniche e culture che è diventata un elemento magico di un percorso creativo.
I nuovi Argentini vivevano una realtà fatta di disillusione e disperazione, da cui ben presto emerse una speranza comune: il desiderio di fuga dall'oppressione. E fu la musica a regalare agli immigrati la possibilità di esprimere la nostalgia del passato, di provare attimi di piacere e di sognare un futuro migliore. Poi la canzone divenne la consolazione. Cantavano la tristezza delle persone, ma anche la loro felicità e le loro gioie. Cantavano la nostalgia e la distanza, ma anche le speranze e le aspirazioni. Cantavano la solitudine, ma anche la lealtà e la fratellanza nell'avversità. E la canzone richiede come suo completamento espressivo la danza ed è così che nel vicoli di Buenos Aires, è nato il tango.
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