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Rassegna Intrecci Notturni
Cine Teatro San Giorgio - Bisuschio
a cura Cooperativa Il Sorriso
venerdì 19 marzo 2010 ore 21.00
Cooperativa Il Sorriso / Intrecciteatrali
Ciao, Tu

"Perché niente è tutto bianco o tutto nero."
Autori:Beatrice Masini e Roberto Piumini Regia:Gabriele Calindri e Elisabetta Ratti Con Delia Rimoldi e Andrea Gosetti
Due adolescenti ai primi giorni di scuole. Quella nuova, quella che si fa da "grandi" le cosiddette superiori, l'inizio di un'avventura che dovrà accompagnarci verso il futuro. Viola e Michele si "incontrano" grazie a un gioco di lettere segrete, vivendo il mondo magico della corrispondenza come luogo esclusivo di contemplazione della realtà attraverso acerbe ma profonde riflessioni. Nello scrivere e nel leggere "l'altro" i tempi si dilatano, lasciando spazio ai desideri, alle incertezze, ai sogni, nell'insaziabile e curiosa ricerca di identità. L'indagine è in corso. Nascono domande e pensieri nuovi. "A te non capita di non sapere chi sei? Ho l'impressione di non avere neanche i contorni. Non so dove vado, cosa farò da grande, cosa farò domattina. Che malattia è?" Viene spontaneo domandarsi, come si starebbe nel mondo se fosse possibile mantenere nella nostra vita la stessa attenzione che Michele e Viola hanno l'uno verso l'altra. Perché la condizione di raccoglimento, di vicinanza, con se stessi e l'altro, di profonda intimità che accompagna la dedica o la lettura di una lettera sono difficili da ritrovare in un confronto dal vivo in un mondo distratto dalle circostanze esterne.
"mi sembra che siamo in uno sbaglio, presi in giro nel tempo da qualcosa o qualcuno..."
"sono sollevata di sapere che anche tu, ogni tanto, senti dei buchi dentro..."
Il sottotitolo di "Ciao tu" è una frase molto semplice, quasi ovvia, ma tutt'altro che facile da comprendere: "Perché niente è tutto bianco o tutto nero." Che sia forse questo uno dei temi da approfondire? Perché gli autori tra tante possibilità hanno scelto proprio questa frase? E' forse un modo per stimolarci a cogliere meglio le sfumature tra il bianco della carta e il nero dell'inchiostro? Chissà!? Una cosa è sicura, scrivere a qualcuno richiede una certa qualità. Sia che una lettera la si riceva sia che la si scriva, è il mistero che comanda.
"le parole scritte non fanno rumore, si leggono e si rileggono, si guardano in trasparenza, si può anche spiare tra le righe, per vedere cose che forse ci sono, forse no. Giocare ad immaginarle non fa male!"
Ecco la qualità del mistero.
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