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Il modello progettuale e le sue ragioni

logoIl progetto “Sipari Uniti” muove dall’assunzione che esista un’area della programmazione e della produzione teatrale nazionale che può essere identificata, senza vincolo di esclusività, come il luogo dell’innovazione della scena. Un’area che si configura più come arcipelago che come territorio compatto (si tratta di una geografia che andrebbe ricostruita caso per caso, a prescindere dall’autoinclusione dei soggetti che all’area stessa fanno riferimento) ma che – in questa policentricità – è da una decina d’anni uso comune identificare con i “settori” della ricerca e sperimentazione e del teatro per l’infanzia e la gioventù.

Se il primo comparto produttivo – che ha normalmente come proprio referente il pubblico adulto – rappresenta per sua natura (e quasi “banalmente”) il fronte del nuovo (un’idea strutturalmente implicata nei concetti – purtroppo molto meno nella loro realizzazione – di “ricerca e sperimentazione”), il teatro ragazzi, proprio per il suo riferimento esplicito ad un destinatario in continua e rapidissima evoluzione, è portatore fattuale di una ricerca costante, permanente, della necessità coevolutiva di un continuo ripensarsi e rinnovarsi. Pena la perdita del proprio stesso senso costitutivo.
Non è ovviamente questa la sede per evidenziare ancora una volta come entrambi i settori siano portatori di valori culturali, artistici, educativi di altissimo profilo; e di come, forse a volte proprio per questo, l’area dell’innovazione (con particolare accentuazione nelle programmazioni serali) debba costantemente fare i conti con orientamenti di mercato di grande difficoltà, tendenzialmente conservativi, caratterizzati da una scarsissima ricettività culturale ed economica.
Questo vale anche per la nostra provincia. In un territorio che nel corso degli ultimi anni ha dato forti segni di ripresa nell’ambito della programmazione dello spettacolo dal vivo – nascita di nuove sale, incremento della presenza di pubblico, diversificazione dell’offerta – pare tuttavia ancora mancare, in forma strutturale, un’azione legata alla promozione delle forme del rinnovamento della scena, della sperimentazione, del teatro ragazzi, del sostegno alle giovani compagnie.
Sul fronte della programmazione rivolta al pubblico degli adulti, la provincia di Varese ha rapidamente assistito, nel corso dell’ultimo decennio, ad un progressivo diradarsi dell’organizzazione di rassegne strutturalmente vocate alla programmazione del nuovo teatro, storicamente legate al circuito regionale “Altri Percorsi”, un modello di eccellenza che per molti anni è stato riferimento di numerose altre esperienze sviluppatesi successivamente a livello nazionale. Un’area di attività tanto più necessaria quanto più legata, in prospettiva, al ricambio generazionale dei pubblici e – al contempo – all’evoluzione dell’arte teatrale, troppo spesso identificata con il repertorio classico.
Sul versante della programmazione del teatro per l’infanzia e la gioventù, il territorio si caratterizza da diversi anni per una strutturazione spontanea e decentralizzata – ancorché di significativo spessore quantitativo e qualitativo – dell’attività: le rassegne scolastiche o domenicali vengono organizzate in assoluta autonomia dai singoli luoghi e soggetti di programmazione, spesso attraverso la relazione virtuosa tra enti locali, scuole e compagnie territoriali di progetto, ma senza che nel tempo si siano andate realizzando o progettando forme di coordinamento o di scambio organizzativo tra le realtà locali.
Recentemente, tuttavia, pare di poter scorgere – sul territorio provinciale - un graduale bisogno di recupero della tensione culturale in questa direzione. Una rinnovata vitalità che scaturisce in larga misura dalla nascita e costituzione di nuove organizzazioni del settore, che pongono questa istanza al centro della propria mission istituzionale, e – al contempo – da un rinnovato ed estremamente significativo attivismo del volontariato legato alla programmazione dei teatri parrocchiali, nonché dalla decisa ripresa di alcune volontà pubbliche in questa direzione (pensiamo in particolare all’Amministrazione Provinciale, ma anche in parte alla Regione Lombardia, con i numerosi e potenziali elementi positivi impliciti nel progetto Oltre il palcoscenico, sostenuto dal Ministero dei Beni Culturali). Ma ancora di più, pare di poter scorgere oggi nell’incisiva, consapevole, trasparente azione di sostegno della Fondazione Cariplo il principale riferimento finanziario territoriale per le progettualità legate in generale alla cultura ed in particolare allo spettacolo dal vivo.
Una ripresa, dicevamo. In particolare, dopo alcuni anni nel corso dei quali si è verificato un forte rallentamento nella programmazione di vere e proprie stagioni teatrali rivolte al rinnovamento della scena teatrale italiana, si registra oggi una netta ed estremamente positiva controtendenza d’orizzonte. Dal capoluogo a Gallarate, da Bisuschio a Busto Arsizio, da Caronno a Cazzago finalmente la provincia di Varese pare iniziare a mostrare i futuri contorni possibili di un possibile sistema.
Un’opportunità che nasce anche al contempo da una ripresa sistematica del dialogo artistico e progettuale tra i soggetti che operano nel settore in provincia e che, sino a poco fa singolarmente e con l’esclusivo sostegno degli enti locali di riferimento, hanno posto in campo queste esperienze. Tanto più significative quanto più – comprensibilmente – caratterizzate da un maggior rischio culturale.
Il contesto è parso dunque propizio – già dallo scorso anno - per tentare uno scatto organizzativo verso la costruzione di una rete progettuale aperta ad una maggior sistematizzazione e al coordinamento della programmazione sul territorio provinciale, nella direzione di un modello più incisivo ed efficace di collegamento tra il mondo della produzione ed il pubblico, in grado di creare – attraverso forme unitarie di promozione e attraverso la possibilità di garantire alle compagnie ospiti teniture più lunghe – economie di scala, significativi elementi di razionalizzazione della spesa, una possibile complessiva dimensione provinciale (ma, in realtà, data l’estensione e i dati quantitativi di “Sipari Uniti”, di rilevanza ben più ampia).
In breve, il progetto intende avviare – lungo il modello della rete – un network esteso di sale teatrali e di soggetti che, al fianco della normale attività, pongano in essere in forma coordinata un intenso piano di programmazione del nuovo teatro: attraverso forme originali di aggregazione del pubblico, sperimentazione di abbonamenti trasversali, incremento delle teniture delle compagnie, definizione di campagne pubblicitarie congiunte ed unitarie.
Obiettivo di ampio respiro del progetto consiste nella delineazione di un possibile “sistema” teatrale territoriale, che trovi nel dialogo e coordinamento tra operatori ed istituzioni storicamente isolati, quando non concorrenti, la sua forma operativa normale. La possibilità di questo dialogo si è focalizzata – attraverso la convergenza di visioni artistiche e di idee condivise sulla funzione pubblica delle attività teatrali – sulla necessità di un’azione coordinata e comune finalizzata alla pianificazione di segmenti di programmazione dedicati al teatro di sperimentazione e ricerca, ed in generale all’area dell’innovazione. Nella convinzione condivisa che – al fianco di un’offerta di alto valore (e rischio) culturale ampiamente e, sul piano artistico, incredibilmente sottostimata – esista al contempo, una corrispondente forte domanda - a carattere anche generazionale – conseguentemente inespressa per mancanza di occasioni. L’obiettivo fondamentale di medio periodo è dunque la costruzione di un sistema territoriale sostenibile e consolidato finalizzato alla promozione del nuovo teatro e di corrispondenti nuovi pubblici.
 
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